"Nell’opera di Pasolini c’è una scena in particolare che ci permette di connettere questo elemento fondamentale già presente nel barocco; quel rapporto di partecipazione che si instaura fra noi fruitori e l’essenza dell’opera fruita. In uno dei suoi risvegli Rosaura si trova in una dimensione ricalcata sul modello di una famiglia reale spagnola del XVII secolo, e la scena è collocata all’interno di un famoso quadro di Velasquez, pittore contemporaneo a Calderòn, “Las meninas”.

Nel dipinto originale si vede il pittore stesso (l’autoritratto di Velasquez) nello stanzone del principe con al suo fianco l’infanta Margherita circondata da damigelle e vari personaggi della corte, il pittore sta dipingendo un grande quadro di cui si scorge solo il rovescio ma intuiamo che stia ritraendo la coppia reale, Filippo IV e Marianna D’Austria, riflessi nello specchio al centro del quadro.

Pasolini si serve di questa scelta stilistica per sottolineare il ruolo dominante del Potere. I sovrani riflessi nello specchio, quindi solo supposti, sono gli unici interlocutori possibili, un potere che si impone sull’individuo, sul corpo individuale. Basilio Re e Lupe Regina parlando dallo specchio e si rivolgono a Rosaura, corpo costretto al centro della scena, in un dialogo serrato a senso unico: “non hai altri interlocutori bambina Rosaura” o “l’amore così com’è concepito da noi, Re Borghese, non è pensabile senza un senso sociale” *

* tratto da: Linguaggio, pittura e rappresentazione - testo di Costanza Degani

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